Trend e identità di brand: come cavalcare l’hype senza perdere coerenza
Sanremo edition: il dilemma dei brand durante i momenti virali
Ogni anno eventi come il Festival di Sanremo monopolizzano le conversazioni online. Tra contenuti, meme e commenti live, i social, i media e la televisione si riempiono di riferimenti al Festival per giorni. Per i brand è una grande opportunità: visibilità, engagement e contenuti immediatamente riconoscibili.
Ma esiste anche un rischio reale. Seguire il trend solo per esserci può portare a perdere la propria identità. Quando questo accade, il risultato è spesso un contenuto che funziona poco: non è davvero utile, non è memorabile e soprattutto non rafforza il brand.
L’obiettivo non è semplicemente partecipare al trend, ma farlo restando riconoscibili ed è qui che entra in gioco una strategia precisa: tradurre il trend nel linguaggio del brand.
Nel nostro caso abbiamo testato questo approccio proprio durante il Festival, lavorando con diversi clienti, ognuno con un’identità e un pubblico molto diversi.
Trend e brand identity: perché è facile sbagliare
I trend funzionano perché creano un contesto condiviso. Tutti stanno parlando della stessa cosa nello stesso momento, e questo rende la conversazione immediata e riconoscibile.
Proprio per questo, però, i contenuti rischiano di diventare rapidamente inflazionati. Se un brand si limita a commentare l’evento, ripostare meme o fare un riferimento generico, il contenuto finisce per perdersi nel flusso continuo dei social.
Per emergere serve qualcosa in più: il trend deve essere compreso dal pubblico, reinterpretato nel mondo del brand e raccontato in modo coerente con il suo tono di voce. Solo così il contenuto può risultare autentico e riconoscibile.
Caso studio: interpretare Sanremo attraverso identità diverse
Lady Nail: trasformare il Festival in una community game
Per Lady Nail, brand specializzato nella vendita di prodotti professionali per unghie, il pubblico è composto principalmente da onicotecniche e professioniste del settore.
Partendo da questo insight abbiamo collegato il brand al FantaSanremo, creando una lega dedicata alla community con una meccanica a premi per gli iscritti. L’attività è stata supportata da contenuti social di invito e da stories di reminder durante i giorni del Festival.
Nei giorni successivi, per restare nel trend, abbiamo creato anche un carosello meme dal titolo “Sanremo in pillole: come lo vedrebbe un’onicotecnica?”. Il contenuto prendeva momenti e dinamiche del Festival reinterpretando con lo sguardo di una professionista del settore nails.
In questo modo il brand restava dentro la conversazione del momento, ma parlando esattamente il linguaggio della propria community e mantenendo il suo tono ironico e riconoscibile.
Charme & Beauty: trasformare Sanremo in ispirazione professionale
Per Charme & Beauty, punto di riferimento nei prodotti professionali per capelli, il Festival è stato interpretato come una fonte di ispirazione per hairstylist.
Da qui è nata una piccola rubrica editoriale chiamata “Look & Mood”, con naming, identità grafica e concept dedicati. La rubrica è stata introdotta da un reel che raccontava le acconciature più iconiche di Sanremo 2025, trasformando il Festival in uno spunto creativo per il lavoro in salone.
A questo primo contenuto è seguita una serie di reel dedicati alle serate del Festival, in cui venivano analizzati i look degli artisti collegandoli a tecniche, tendenze e ispirazioni utili per gli hairstylist.
In questo caso il trend è stato trasformato in un contenuto informativo e professionale, capace di parlare direttamente al target del brand.
Deca Mobili: raccontare il Festival dal punto di vista della casa
Per Deca Mobili, realtà storica nel settore dell’arredamento sul territorio di riferimento, abbiamo scelto una prospettiva diversa. Il protagonista del racconto è diventato il salotto di casa.
Il Festival è stato raccontato in modo ironico dal punto di vista degli elementi dell’ambiente domestico: divano, poltrona e parete attrezzata osservano e commentano le serate di Sanremo insieme alle persone della casa.
In questo modo il contenuto non parlava solo dell’evento televisivo, ma soprattutto del modo in cui le persone vivono la casa durante momenti condivisi come una serata davanti alla TV. Il trend diventava quindi uno strumento per rafforzare il valore centrale del brand: l’esperienza domestica.
Ianniello Moda: sfruttare il momento post-evento
Non tutti i trend devono essere cavalcati in tempo reale. Per Ianniello Moda, storico punto vendita nel mondo dell’abbigliamento, abbiamo scelto di intervenire nel post-evento.
In occasione del lancio della collezione cerimonia 2026, il collegamento è stato fatto con l’abito del vincitore del Festival. Il contenuto ha permesso di valorizzare un capo della collezione sfruttando l’eco mediatica della finale e il tema dell’eleganza tipico della serata conclusiva.
È un esempio di come un trend possa diventare anche un amplificatore narrativo, non necessariamente un contenuto live.
Il metodo per bilanciare trend e identità di brand
L’esperienza su questi progetti ci ha confermato un principio semplice: il punto di partenza non è il trend, ma il brand.
La domanda giusta non è “come possiamo parlare di questo trend?”, ma piuttosto “come questo trend può entrare nel nostro mondo?”. Quando il punto di partenza è l’identità del brand, il contenuto riesce a mantenere coerenza e riconoscibilità.
Allo stesso modo è fondamentale parlare il linguaggio del proprio pubblico. Ogni brand ha un tono di voce, un target e una community specifica. I contenuti devono sembrare pensati per loro, non per inseguire l’algoritmo.
Infine, i contenuti più efficaci sono quelli che trasformano il trend in una storia. Non si limitano a citarlo, ma lo reinterpretano attraverso format editoriali, rubriche, meme verticali o storytelling legati al prodotto e alla community.
Quando conviene cavalcare un trend
Non tutti i trend sono utili per un brand. Prima di inserirsi nella conversazione è sempre utile fermarsi un momento e chiedersi se il proprio pubblico sta davvero parlando di quel tema, se esiste un collegamento naturale con il prodotto o il servizio e se si ha qualcosa di originale da dire.
Quando queste condizioni non ci sono, spesso la scelta migliore è non partecipare. Non tutti i trend devono diventare contenuti.
I trend possono essere acceleratori di visibilità, ma non sono ciò che costruisce un brand nel tempo.
Quello che resta davvero è il linguaggio con cui il brand comunica, la coerenza delle sue scelte editoriali e la riconoscibilità del suo modo di raccontarsi.
Per questo il vero obiettivo è raccontare il brand attraverso la propria identità. Quando questo accade, il contenuto smette di essere opportunistico e diventa parte di una narrazione autentica del brand.
I trend passano velocemente, ma una strategia di contenuti coerente con l’identità del brand è ciò che permette di trasformare momenti virali in opportunità reali di comunicazione.
Nel nostro lavoro quotidiano ci occupiamo proprio di questo: aiutare i brand a costruire contenuti riconoscibili, capaci di inserirsi nelle conversazioni del momento senza perdere autenticità.
Se ti interessa capire come trasformare trend, insight e storytelling in una strategia di comunicazione efficace, contattaci su [email protected] o chiamaci al +39 3451173311.
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